recensione ultima serata alla Rock House del 2007
Caro Elio,
"c'al signur va benedisa!" (l'idioma gaelico/celtico è di sicuro effetto in questi casi).
Personalmente la ritengo una serata ..d'altri tempi"
Essendo un bieco tradizionalista/passatista/nostalgico/controrivoluzionario e chi più ne ha più ne metta, direi che la cosa è più che un complimento.
La tensione ci ha còlti già nel meriggio: lesti, abbiamo aggirato le soverchianti Forze Papali che cingevano d'assedio Pavia ed abbiamo trascorso piacevolmente due o tre ore a saccheggiare negozi di musica (progressive ça va sans dire) a Milano.
Quindi birrazza e bisteccona alla brace a Bresso, condita da una piacevole e serena aria di complicità che ci avvolgeva tutti, nell'attesa dell'Evento....
Ma Veniamo alla serata:
Dov'eravamo noi, la potente voce di Umberto non si sentiva bene o perveniva quasi in sordina un poco "soffiata".
Anche il suono della sua tastiera (che talvolta accarezza come amante fedele e sulla quale talaltra s'avventa come innamorato tradito...) e che, per noi rapiti dalla musica progressive, è un elemento forse più importante della chitarra appariva come sovrastata dalle lame roteanti della Fender Stratocaster dell'ottimo e talentuoso chitarrista (non me ne voglia Eric/Jimi etc. alias Roberto) che certamente, come tutto il gruppo nel suo insieme peraltro, mi/ci ha coinvolto per il significativo trasporto e la cristallina passione con cui "cartavetra" le corde...
Commovente addirittura, per l'abilità con cui, in contemporanea, regola l'emissione della sua "mitragliatrice", si aggiusta gli occhialini da presbite (che ovviamente indossa per puro vezzo....come tutti noi over 50!!) abbranca il flauto e con tempistica perfetta s'inserisce nel brano dei Jethro che sta suonando.....Mandrake non avrebbe potuto fare meglio!
Anche la batteria (mi è piaciuta la performance dell'ombroso/misterioso epigono di Ginger Baker; a mio parere decisamente meglio rispetto alla serata di Lodi) a volte appariva indebitamente messa in ombra dalla chitarra.
Credo si tratti di far intervenire un bravo tecnico del suono, che sappia dosare le uscite, facilitando l'armonia del suono di gruppo (a tal proposito tra le altre, "21st century...etc" è stata per me semplicemente goduriosa, così come ho apprezzato Jimi Hendrix e gli Who che anche vocalmente è brano assai difficile) evitando così l'emersione indebita di questo o quello strumento.
Il Conte Elio, con misurato aplomb, dà il ritmo con sapienza ed asseconda con maestria e perizia gli svolazzi metallici di Roberto e le appassionate suite organistiche di Umberto.
Il basso, come si sa, non è strumento appariscente ma, nelle Rock band, è come l'acqua per noi umani: ci accorgiamo dell'importanza quando manca....
Un abbraccio a voi tutti: spero di poter fare un salto il 5 maggio a Lodi con qualche anima buona che mi accompagni.
DIversamente mandatemi il calendario dei prosimi impegni: non vedo l'ora di sentire "Gipsy" che mi pare sia in cantiere.
Ciao.
Max