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LA TERZA STORIA TOSSICA : L'ARCANGELO GABRIELE

storia vera ,storia de vita tossica.

L'ARCANGELO GABRIELE.

la storia che vi sto per raccontare Ë un po diversa dalle prime 2 storie tossiche .
la differenza sta nel fatto che le prime 2 le ho vissute in prima persona ,mentre questa ,sebbene in parte l'abbia comunque vissuta, è il brevissimo resoconto di una caduta.
La caduta di un ragazzo a cui non ho fatto in tempo ad affezzionarmi e di cui avrei voluto essere amico, amico vero intendo . il suo nome è GABRIELE, detto l'arcangelo.

per tanta gente il decennio degli 80 rappresentò il tempo delle mele , ma inutile a dirsi ,per molti di noi fu soltanto il tempo delle pere. E farsi di eroina tagliata con il gesso era un'abitudine davvero sana circondati com'eravamo da montclears, timberlands e cartocci di merda.A dire la verità c'era qualcuno che cercava strade diverse.per esempio qualcuno si buttava nello studio o nel lavoro, oppure tentava di occupare qualche posto e farci un centro sociale...ma li i tossici non li facevano nemmeno entrare. io ,per esempio, credo di essere l'uomo piu buttato fuori dai centri sociali nel universo conosciuto,però questa è un'altra storia e ve la racconto un'altra volta...

alla luce di questi fatti,capirete che essere generosi ed altruisti era un lusso che nessuno si sarebbe mai potuto permettere .ci scannavamo allegramente tra di noi e quando potevamo mettere in ginocchio qualcuno, lo facevamo cosi, senza tante storie e drammi,e anche l'inginocchiato di turno sembrava accettare questa silenziosa regola del più corna dure,pensando forse, che 5 minuti dopo sarebbe toccato a lui di appecorare qualche poveraccio di passaggio con la merda in pizzo.
Ma l'arcangelo no,lui no.era diverso da noi ,e me ne accorsi subito,quando lo vidi la prima volta.

stavo in macchina e avevo in mano tre quartini presi direttamente dalla regina dello z.e.n. , la signora A. "tieni a ruobba sanguzzo mio e va curati ,shtai male viero?un ti proccupare chi cu chista t'arripigghi". una mamma chioccia e premurosa,
ecco chi era la regina dello z.e.n.
stavo in macchina dicevo, e tenevo stretti in mano i 3 quartini,come se avessi paura che potessero scappare chissà dove,mentre vito era sceso alla farmacia di turno di piazza bologni in centro,l'unica che aveva spade a quell'ora della notte.
Non appena tornò trionfante e si infilò lesto in macchina, sentimmo un rumore sordo provenire da dietro. Era un gruppo di sbirri finanzieri che come degli scimmioni impazziti ,davano pugni sul tetto della macchina,nel tentativo di spaventarci, confonderci e non farci scappare.Chissa perchè i pugni poi ,non potevano farci il fermo come fanno tutti gli sbirri maledetti degni di questo nome?
sia come sia ,ci trascinarono fuori dalla macchina con violenza e gridando frasi incomprensibili con un vago accento napoletano cominciarono a perquisirci davanti a tutta la palermo bene che a quell'ora si strafogava di negroni in centro città. Io intanto avevo ancora i quartini stretti nella mano e con le braghette calate davanti a tutta quella gente giuravo e rigiuravo agli sbirri che non avevo idea di cosa fosse la droga,io mi facevo solo di cartocci e cocacola cazzo!...vito invece piu furbo "si teneva la carricata" e muto si lasciava palpare i coglioni dai finanzieri, che imbestaliti dal non trovarci nulla addosso ,decisero di portarci in caserma per piu approfondite ricerche.
non avevamo scampo e infatti una volta arrivati in caserma ci trovarono i 2 quartini. Si 2, perchè il terzo nella concitazione del momento, mi era caduto dalla mano nientedimeno che davanti l'entrata super controllata della caserma .Invece di buttarli tutti via il piu lontano possibile, li avevo tenuti in mano per tutto il tragitto fino alla caserma,ero un pivello e non sapevo ancora come vanno certe cose.
Una volta dentro la caserma ci separarono, e cominciò il solito teatrino che in genere approntano gli sbirri in questi casi.Ci fecero assistere a tutti i loro cavalli di battaglia,come la macchietta dello sbirro buono(cattivo) e dello sbirro cattivo(cattivo),o l'esilarante pezzo del "vedi che il tuo amico ha parlato e ha detto che tu sei lo SPACCIATORE",o ancora il mio preferito "adesso vi arrestiamo e di qui non uscite piu ".non immaginavo però che il teatrino volgare e di provincia si sarebbe trasformato in un vero teatro d'avanguardia e "interattivo".
Appena capirono che io non avrei mai parlato mi sbatterono in una stanza buia ,e ogni 5 minuti arrivava qualcuno che regolarmente apriva la porta, accendeva una luce ,si avvicinava , mi guardava sorridendo, e PPAM! mi "cafuddava na timpulata" a freddo, e senza dire nulla poi si allontanava ,spegneva la luce, chiudeva la porta e via cosi per almeno 3 ore.
Il sipario si chiuse soltanto quando mi distrussero completamente gli occhiali e i segni delle boffe cominciarono a fare fatica ad andarsene.
Dopo i vari verbali e le formalità del caso,ci lasciarono fuori la caserma scioccati , fradici d'astinenza, e intirizziti dal freddo come due pulcini stronzi.

"E adesso che facciamo vito"?dissi balbettando ,"c'è ancora il quartino la davanti al cancello,che facciamo"?
"scordatelo"disse vito senza neanche aprire la bocca.
E poi " lo so io che facciamo,andiamo dall'ARCANGELO"
"da chi"? dissi io preoccupatissimo.
"zitto teresa ,ANDIAMO"!!!
"la droga fa davvero male" pensai,e gonfio dalla botta ma anche un po curioso mi infilai in macchina e mi lasciai trasportare buonobuono da vito verso quello che credevo fosse il mio destino di tossico disperato e triste.
tranne me ,tutti conoscevano l'arcangelo,e lo rispettavano come si rispetta un santo.Era sempre pronto ad aiutarti ,anche a costo di rimetterci lui di persona,ma inspiegabilmente cadeva sempre in piedi e persino gli spaccini lo consideravano un essere umano,e questo si che era un miracolo,visto che invece tutti noi eravamo trattati come le mucche al macello dagli stronzi pushers.
Arrivati sotto casa sua vito citofonò ,e l'arcangelo scese subito come solo puo fare lo spirito santo quando decide bonta sua di concederci la grazia.
Appena lo vidi me ne innamorai subito.I suoi riccioli dorati cadevano sulle spalle abbracciandole con passione e sussultando davano l'impressione che un vento divino soffiasse gentilmente soltanto per lui.Gli occhi vispi e chiari ti guardavano sempre con benevolenza ma anche con furbizia, e finivi sempre per rimanere ipnotizzato dal movimento dolce e sensuale delle sue mani.
Insomma,era un fottuto putto di un metro e ottanta e quando incontravi il suo sguardo ti veniva voglia di inginocchiarti e pregare. La sua bellezza mi fece scordare l'astinenza in un baleno , e non credo di esagerare se dico di aver visto una luce in quella strada buia di periferia,ma forse i miei ricordi si stanno mitizzando un pò troppo sotto l'influsso della nostalgia e del dolore .Una cosa però è certa ,quella sera l'arcangelo ci salvò,e subito dopo averci salutati ci diede una ventina di milligrammi di metadone dicendoci "ciao frocioni ma che minchia vi è successo?siete sbattuti come 2 uova "arriminate",a prossima vuota che mi vinite a rumpiri i cugghiuna a st'ura ,vi pigghio a timpulate"..."avà che volete perciò"?
Gli raccontammo tutto sottovoce come in confessione ,e finimmo con un "arcangelo solo tu ci puoi aiutare".
"Ma che m'avete preso per santa fottuta madre teresa di carcuttah"? ,rispose l'arcangelo simulando sorpresa."Io m'agghiri a curcare che domani devo andare a lavorare,non come voi che siete degli stronzi figli di papa che non hanno un cazzo da fare che bucarsi tutto il gorno".Sembrava davvero infastidito,e quasi offeso,ma io e vito avevamo capito che stava fingendo,e mentre ci insultava, stava gia pensando ad un modo per aiutarci. E infatti senza nessun nesso logico aggiunse subito dopo : "andiamo a recuperare il quartino caduto davanti il cancello di quei fottuti finanzieri di merda". Era una follia , ma lo avrei seguito persino alle crociate ,e sotto il suo comando sarei andato a Gerusalemme per liberare il santo sepolcro dagli infedeli saraceni.Quindi senza inutili parole ci infilammo in macchina e partimmo alla volta del nero cancello finanziere.

Davanti al cancello della caserma postavano sempre dei piantoni sempre mortizzi e intirizziti dal freddo,e il quartino perduto giaceva a terra proprio in mezzo,nessuno nel viavai sbirresco si era accorto del piccolo fagottino magico ,ma per noi che lo guardavamo da poco lontano , brillava come un diamante di plastica nella notte neranera.
"Cucci vacci tu",mi disse vito incoraggiante,e io stavo quasi per scendere ,quando Gabriele disse "dove vai piunco? statti buono in macchina se no stavolta ti arrestano sul serio" e cosi dicendo con un fruscio d'ali scese dalla macchina e sporgendosi dal finestrino disse" se mi sgamano non fate niente,accendete la macchina e "spaghiggiate"," torno subito".
Increduli seguimmo la sua camminata angelica fin sotto il cancello finanziere.
Una volta giunto in prossimità del quartino lo copri' con un piede mentre tentava di attaccare bottone con un piantone.Non sapremo mai cosa si dissero ,e tutto quello che riuscimmo a vedere fu l'arcangelo che con un gesto naturale si inginocchiò facendo finta di allacciarsi le scarpe ,prensere il quartino,rialzarsi ,salutare i piantoni e finalmente tornare da noi.Entrato finalmente in macchina ci diede con noncuranza il pezzo e disse , "amuni' lasciatemi a casa che per oggi il segno della croce ce lo siamo fatti".
Non volle neanche farsi con noi dicendo che per quel giorno si era gia abbastanza sfondato, e che un quartino in 3 era ridicolo.Lo lasciammo a casa riconoscenti ,e quella fu l'ultima volta che lo vidi.

Qualche tempo dopo vito mi portò il giornale di sicilia, e mi disse " Cucci,guarda un po sto articolo,parla del arcangelo"...

Era una domenica come le altre a san patrignano, e la domenica a san patrignano si va a messa.Non importa se sei ateo ,buddista ,evangelista,sciamano ,o diocristiano. Sei stato un tossico nella tua vita, e ora se vuoi uscirtene devi farti lavare il cervello e accettare tutte le porcate che muccioli ti ordina di ingoiare,persino la santa romana chiesa. Per prima cosa quindi se vuoi ridiventare una personcina per bene e tornare ad essere accettato dalla società,devi fare ammenda.
Gabriele di quelle domeniche a san patrignano ne aveva viste tante ormai,e si era abituato a farsi manipolare da muccioli e company,anche se ancora qualcosa dentro di lui si muoveva impaziente e anelava la libertà,fuori! fuori di qui,prima che di te non resti niente,niente di buono.
La sua ragazza sali' di mattina presto le lunghe scale per svegliare Gabriele che stava al 6 piano di una palazzina grigia e ospedalizia ,e lui in silenzio si alzò ,si fece una doccia, e cominciò a prepararsi e a vestirsi bene davanti allo specchio per andare a messa.
i suoi movimenti erano lenti mentre si guardava allo specchio,e la sua ragazza che stava sulla porta si accorse che quel giorno Gabriele sembrava aver perso la sua grazia divina,e guardando verso la finestra indirizzò una muta preghiera a dio,affinchè passasse presto sto momento , e finalmente lei e gabriele potessero tornare a casa.
Si svolse tutto molto velocemente, ma scommetto che passò un millennio per chi era presente in quella stanza.
Gabriele guardò prima a destra verso la sua ragazza,si guardò poi allo specchio per aggiustarsi la cravatta ,e infine con un movimento fulmineo si lanciò in una corsa folle verso la finestra alla sua sinistra. In mille pezzi la finestra si infranse, e non riuscendo a contenere la determinazione folle di gabriele ,lo scaraventò fuori facendolo precipitare come un sacco pieno di pietre verso terra. Mori' sul colpo , e quello fu l'ultimo volo del arcangelo.
per molta gente il decennio degli anni 80 rappresentò il tempo delle mele,ma inutile a dirsi
per molti di noi fu soltanto il tempo delle pere.

milingo.

p.s. :
il suicidio di gabriele è tutt'altro che certo. molti testimoni videro nettamente qualcuno spingere gabriele giu' da quella finestra.
non mi importa che in quel inferno molti ragazzi hanno smesso di bucarsi(il che è tutto da dimostrare),la mia eterna maledizione per muccioli padre e muccioli figlio tuonerà sempre finchè avrò fiato in gola.smettere di bucarsi è meglio che smettere di vivere?


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