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Blog di Marino e il FITNESS

  • Il Fumo di Tabacco è da sempre Radioattivo

    Il Fumo di Tabacco è da sempre Radioattivo

    A cura di Marino Macchio

    Le Vie del POLONIO fino al TABACCO

    L'industria del tabacco sa bene , da almeno 50 anni, che nelle sigarette c'è il POLONIO, isotopo radioattivo chiamato polonio-210. Le piante del tabacco, infatti, accumulano piccole concentrazioni di polonio-210; questo isotopo è prodotto soprattutto dalla radioattività naturale dei fertilizzanti. Alle alte temperature raggiunte durante la combustione del tabacco, il polonio si trasforma in vapore, viene inalato e si fissa nei polmoni dei fumatori, di conseguenza nel tempo può provocare il cancro. Gli effetti del solo polonio possono causare migliaia e migliaia di vittime all'anno in tutto il mondo.
    Le ricerche hanno dimostrato che il polonio si accumula in aree specifiche del polmone. A causa del modo in cui le nostre vie aeree si diramano in bronchi ed alveoli, i radioisotopi si sedimentano e si concentrano nei punti di biforcazione, dove formano hot spot di radioattività, emettendo particelle alfa.
    Gli effetti dannosi delle radiazioni da polonio-210 e di altri agenti cancerogeni del fumo di sigaretta si amplificano a vicenda
    COME SI ACCUMULA IL POLONIO-210 Nel Tabacco? Come passa nella pianta del tabacco?

    Due ricercatori, Radford e Hunt, già in un articolo pubblicato nel 1964 avevano formulato due ipotesi rivelatesi in futuro esatte:
      Gli isotopi figli del radon-222 presente naturalmente in atmosfera, incluso il piombo-210, si sedimentano sulle foglie
      Il piombo-210 nel terreno concimato è assorbito dalle piante attraverso le radici.

    Il Problema

    Il polonio-210 è uno dei numerosi prodotti di decadimento dell'uranio.
    L'uranio è naturalmente presente nel terreno, ma si trova il concentrazioni molto più grandi nelle rocce fosfatiche da cui si ricavano i fertilizzanti. I ricercatori hanno scoperto due vie che portano dall'uranio al polonio nel tabacco: attraverso l'aria e attraverso le radici.

    Le soluzioni

    Le ricerche condotte dai produttori di tabacco hanno dimostrato che combinazioni delle seguenti misure potrebbero eliminare il polonio-210 dal fumo di sigaretta:
      Aggiungere sostanze chimiche al tabacco per evitare la vaporizzazione pel polonio-210 e la sua successiva inalazione
      Passare a fertilizzanti a basso contenuto di uranio
      Lavare le foglie dopo averle raccolte
      Fumare sigarette con filtri a scambio ionico per catturare il polonio
      Creare piante di tabacco con fogli senza peli, i <..>, grazie all'ingegneria genetica
    Il polonio potrebbe essere un eccellente primo <..> dal bandire dal tabacco. E' un singolo isotopo, no un ingrediente complesso del fumo. Altri veleni come il fenolo o il monossido di carbonio, sono difficili da separare dal fumo, ma il polonio no. Inoltre, alcuni passaggi che possono ridurre le concentrazioni di polonio nel fumo, come il lavaggio delle foglie di tabacco, potrebbero anche aiutare a rimuovere metalli tossici come piombo, arsenico e cadmio.
    L'Organizzazione mondiale della Sanità ha dichiarato che il fumo in tutto il mondo è la causa di morte PIU' FACILE da evitare. Ogni anno muoiono in tutto il mondo 1,3 milioni di persone di tumore ai polmoni, il 90% a causa del fumo, dei quali il 2% a causa del polonio.
    Pur sapendo del pericolo e addirittura di processi che avrebbero drasticamente ridotto le concentrazioni di questo isotopo nel fumo di sigaretta, l'industria del tabacco hanno deciso di non agire e di mantenere segrete le ricerche. Di conseguenza, le sigarette contengono ancora la stessa quantità di polonio che contenevano mezzo secolo fa.
    Letture

    Polonium-210: A volatile Radioelement in cigarettes.Radford Jr. E.P. e Hunt V.R.
    In <..>, vol 143, pp 247-249, 17 gennaio 1964.
    Puffing on Polonium. Proctor R.N., in <..>, 1° Dicembre 2006.
    The Cigarette Century: The Rise, Fall, and Deadly Persistence of the Product That Defined America. Brandt A.M., Basic Books, 2007.
    Waking a Sleeping Giant: The Tabacco Industry's Response to the Polonium-210 Issue. Muggli M.E., e altri, in <..>, Vol. 98, n.9, pp. 1643-1650, 16 luglio 2008.
    The Polonium Brief: A Hidden History of Cancer, Radiation, and the Tobacco Industry. Rego b., in <..>, Vol. 100, n.3, pp. 453-484, settembre 2009.
  • Allenamento moderno: metodiche di allenamento e tempi di recupero

    Allenamento moderno: le metodiche di Allenamento

    A cura di Marino Macchio

    Definizione di Metodologia

    La "metodologia" non è metodo e non è tecnica.
    Essa si interroga su quali sono i metodi e le tecniche per conoscere/spiegare la realtà.

    Conoscere vuol dire seguire un ordine “metodologico”.

     

    ................................................................................“La metodologia è meno rigorosa e più generale della logica formale, ha meno contenuto sostantivo… Il metodologo non è un tecnico, non insegna come procedere nell’effettiva conduzione di un’indagine… la metodologia codifica le pratiche della ricerca in atto per evidenziarne ciò che merita di essere tenuto presente le prossime volte” (Lazarsfeld e Rosenberg 1955, p. 3).

     

    “La metodologia esamina le ricerche per esplicitare le procedure che furono usate, gli assunti sottostanti, e i modi di spiegazione offerti” (Lazarsfeld et al. 1972, p. xi). “Questa codificazione di procedimenti mette in evidenza i pericoli, indica le possibilità trascurate e suggerisce eventuali miglioramenti. Inoltre, rende possibile la generalizzazione della conoscenza metodologica, trasmettendo i contributi specifici di un dato ricercatore al patrimonio della comunità scientifica” (Lazarsfeld 1967, p. 307).

     

    Metodo: insieme di procedure, regole e principi, ed utilizzo di specifiche idee e specifici strumenti che consentono di conoscere/spiegare ed ordinare la realtà.

    Il rapporto tra metodi e tecniche

    L’essenziale del concetto di metodo sta nella scelta delle tecniche più adatte ad affrontare un problema cognitivo e nella capacità di modificare tecniche esistenti adattandole ai propri specifici problemi, e di immaginarne delle nuove. Una volta che una procedura nuova, o una modifica ad una procedura esistente, è stata ideata, codificata e diffusa, essa diviene una tecnica a disposizione della comunità dei ricercatori. (Marradi 2007)
    In conclusione, l’assenza totale di riflessione sui metodi e sulle tecniche (metodologia) impedisce l’evoluzione (nel nostro caso nella disciplina sportiva).

    Metodologia, Metodi e tecniche nell'allenamento moderno

    L’allenamento moderno per l’aumento della forza, della potenza o per l’ipertrofia, si avvale di numerose metodiche che usufruiscono dei sovraccarichi variandone i parametri applicativi. Lo scopo di queste metodiche è la creazione di innumerevoli combinazioni allenanti, in modo da fornire al muscolo sempre nuovi stimoli ed evitare l’assuefazione con il suo potenziale ostacolo ad ulteriori sviluppi quali-quantitativi. Questi parametri sono essenzialmente il tipo di esercizio, il carico, il numero delle ripetizioni, il numero delle serie, il tempo di pausa tra le serie e la velocità esecutiva del movimento.
    Combinando opportunamente queste variabili si possono ottenere innumerevoli sistemi di preparazione; in sintesi si parla di variazioni di volume e di intensità, o di quantità o di qualità.
    Il volume, o quantità di lavoro, costituisce un dato grezzo, più semplicemente il numero dei Kg sollevati in una seduta di lavoro, settimanalmente, mensilmente o annualmente; il volume si può manipolare agendo sul numero delle ripetizioni, delle serie, degli esercizi o dei giorni di allenamento: ..1000 kg.. possono essere il risultato di una serie da 10 ripetizioni con ..100 kg.., o di 2 serie da 10 ripetizioni con ..50 kg.., o ancora di 4 serie da 5 ripetizioni con ..50 kg..... e così via.
    L’intensità o qualità di lavoro esprime qualcosa di più, come la percentuale di peso riferita al
    massimale, la velocità esecutiva e la durata delle pause di recupero.
    Importante è ricordare che all’inizio della preparazione si deve agire soprattutto sulla quantità, aumentandola gradatamente. Solo in un secondo momento si potrà incrementare l’intensità. Infatti, una grande mole di lavoro procura modifiche ed adattamenti organici a lunga scadenza, creando le basi necessarie per un lavoro di qualità.

     

    Metodiche di allenamento e relativi tempi di recupero

    Ogni metodo di allenamento è finalizzato ad un obbiettivo da raggiungere
     
    Isometrica
    Contrazione muscolare senza generare movimento. La ginnastica isometrica prevede l’utilizzo di resistenze fisse per indurre i muscoli a contrarsi, con lo scopo di migliorarne la forza senza peraltro svilupparne l’ipertrofia. Le pause di recupero vanno dai ..30”.. ai ..180”...
    ............
    Pesistica
    E’ il metodo di allenamento che garantisce il più alto incremento di forza, con pause di recupero completo (..180”.. ed oltre) fra le serie.

     

    Sistema piramidale
    Consiste nell’eseguire un certo numero di serie con carico sempre crescente, e parallelamente con un numero di ripetizioni progressivo decrescente.
    Le pause prevedono il recupero completo (..180”.. ed oltre) fra le serie.

     

    Alternanza dei carichi
    Questo metodo si prefigge di stimolare il sistema nervoso tramite l'alternanza di carichi più o meno elevati, oscillanti tra il 75% ed il 95% del massimale.
    Anche in questo caso, le pause prevedono un recupero completo (..180”.. ed oltre) fra le serie.

     

    Allenamento a circuito
    Metodica introdotta in Inghilterra nel 1957, volta ad aumentare soprattutto la forza resistente. Sebbene la concezione originale sia stata sottoposta ad innumerevoli revisioni, lo scopo principale resta sempre l’incremento della resistenza anaerobica lattacida; per questo sono previste pause minime di recupero: ..15”.. - ..45”... Sono considerati essenzialmente 3 tipi di circuito: uno orientato allo sviluppo della forza, uno allo sviluppo della potenza ed uno allo sviluppo della resistenza organica.

     

    Superserie.
    Metodo in cui si eseguono due esercizi per due muscoli, in genere antagonisti fra loro: una serie dell’uno immediatamente seguita da una serie dell’altro, senza pausa di riposo. Prima di affrontare la serie successiva si recupera tra i ..120”.. ed i ..300”...

     

    Sistema delle serie (due versioni).
    E’ il metodo più conosciuto per incrementare la forza di base o l’ipertrofia; difatti si presenta in due versioni che hanno in comune il numero degli esercizi: una decina per tutto il corpo o parte di esso. Il numero di serie varia invece a seconda del grado di allenamento e dell’obbiettivo finale.
    Le due versioni si differenziano per il numero delle ripetizioni, quindi per l’intensità del carico, e per l’entità delle pause di recupero.
    PER LA FORZA si spazia da una a 20 ripetizioni portate ad esaurimento (il numero dipende dal tipo di forza che si intende sviluppare). Le pause tra le serie vanno da ..2’.. a ..5’.. minuti, in modo da garantire un pieno recupero.
    PER L’IPERTROFIA le ripetizioni per serie sono contenute tra 6 e 12, con pause di recupero incompleto: ..60”.. - ..120”...

     

    Serie giganti
    E’ in pratica l’estensione del metodo delle super serie. Si scelgono 3-4-5 esercizi riguardanti preferibilmente lo stesso gruppo muscolare o gruppi antagonisti, quindi si eseguono le serie (3-5) con lo stesso criterio del metodo delle super serie. La pausa di recupero incompleto - 60 - ..120”.. - è prevista solo tra un ciclo completo ed il successivo.
    Trattandosi di un metodo molto pesante, dev'essere effettuato per un periodo limitato e dopo aver raggiunto un buon livello di preparazione.

     

    Ripetizioni forzate
    Metodo di alta intensità, da effettuarsi limitatamente e non più di una volta a settimana. Consiste nel farsi aiutare da un compagno ad eseguire 2-3 ripetizioni al termine di una serie già esauriente, con pause di recupero incompleto: ..60”.. - ..120”...

     

    Stripping (strisciare via)
    Il metodo consiste nello sfilare (per intervento del compagno di allenamento) dei dischetti dal bilanciere - precaricato con piccoli pesi - alla fine dell’esecuzione della serie, in modo da permettere ulteriori ripetizioni fino ad esaurimento. Le pause prevedono un recupero incompleto: ..60”.. - ..120”...

     

    PHA (Peripheral heart action). Metodo ad elevato volume di lavoro, che impegna molto il sistema cardiovascolare. Consiste nell’eseguire, nella stessa seduta, tanti piccoli circuiti diversi con pause di recupero ridotte al minimo (..15”.. - ..45”..), in modo da mantenere il battito cardiaco intorno ai 140-150 battiti al minuto per tutta la durata della seduta (lavoro aerobico).

     

    Ripetizioni negative
    Metodo ad altissima intensità, da usare per brevi periodi, non più di una volta a settimana e solo quando si è raggiunto un buon livello di preparazione. Consiste nello scegliere un peso superiore alla massima capacità di contrazione isotonica, e nell’eseguire solo la fase negativa dell’esercizio, facendosi aiutare da un compagno nella fase positiva. Con questo sistema di contrazioni eccentriche si ottiene una tensione muscolare superiore a quella isometrica. Utile in una fase di stallo per aumentare ulteriormente  la forza; richiede pause di recupero completo (..180”.. ed oltre) fra le serie.

     

    Allenamento di qualità
    Con questo metodo si intende diminuire progressivamente - nel corso dell’allenamento - il tempo di recupero tra serie, in modo da ottenere un aumento dell’intensità senza agire sul carico.

     

    Allenamento con pause di riposo
    Metodo di alta intensità, usato per l’aumento della forza. Si tratta di usare un peso massimale o sub-massimale, eseguire una ripetizione, recuperare 10-..15”.., e ripetere la stessa sequenza fino a quando non si è costretti a diminuire il carico.

     

    Serie decrescenti
    Metodo che prevede la diminuzione ad ogni serie del peso, mantenendo inalterato il numero delle ripetizioni. Prevede pause di recupero incompleto: ..60”.. - ..120”...

     

    Cheating
    Nell’arco di una contrazione isotonica, nel punto in cui la leva è particolarmente svantaggiosa, si effettua un movimento scorretto (da qui il nome del metodo), per portare a compimento l’azione. Normalmente si esegue alla fine di una serie regolare per poter fare ancora qualche ulteriore ripetizione. Pesante per legamenti e tendini, il cheating va usato limitatamente, per brevi periodi, una volta raggiunto un grado di preparazione adeguato. Prevede pause di recupero incompleto: ..60”.. - ..120”...

     

    Serie pesante serie leggera
    Il metodo prevede una serie pesante di 4-6 ripetizioni, alternata ad una con un carico minore, che permetta di eseguire ancora 6-8 ripetizioni dopo una pausa ridottissima.

     

    Mezze ripetizioni
    Metodo che in certi esercizi prevede, al termine di una serie portata ad esaurimento, di continuare ad effettuare ancora alcune volte il movimento incompleto. Prevede pause di recupero incompleto: ..60”.. - ..120”...

     

    Peak Contraction Questo metodo prevede il mantenimento isometrico di un carico per qualche secondo, al termine di una serie portata ad esaurimento. Prevede pause di recupero incompleto: ..60”.. - ..120”...

     

    Piramidale con pause ridotte
    E’ una variante del metodo piramidale, eseguita riducendo le pause al tempo necessario per caricare il bilanciere. Anche in questo caso è previsto, come variazione, il percorso inverso una volta arrivati al culmine della piramide.

     

    Pre-stancaggio
    Quando si esegue un esercizio che interessa più di un gruppo muscolare, con lo scopo di agire su di un muscolo più grande, i piccoli muscoli implicati nel movimento giungono prima a stanchezza, col risultato che l’azione si interrompe nel momento in cui il muscolo più grande potrebbe ancora contrarsi con vantaggio (la forza di una catena è misurata dalla forza del suo anello più debole). Per evitare questo inconveniente,  si pre-stanca, con un esercizio di isolamento, il grande muscolo; quindi si esegue l’esercizio “base” in modo da porre sullo stesso piano tutti i muscoli implicati.
    Esempio: Eseguire prima delle << croci su panca manubri>> per pre-stancare il grande pettorale; poi eseguire le << distensioni su panca con il bilanciere >> in modo che i tricipiti (anello debole), con la loro maggior freschezza relativa, non interrompano l’azione del movimento più importante per i pettorali.

     

    Per concludere, i tempi di recupero sono stabiliti e dettati dal metodo di allenamento scelto in funzione dell’obbiettivo; ciò non toglie che vi siano leggere variazioni di durata dovute a fattori quali il livello di allenamento raggiunto e l’esperienza di allenamento personale.
     
    Buon Allenamento
     
    By Marino Macchio
     
    Personal Trainer

     

  • RICERCA DELLA LONGEVITA'

    Umore:produttivo

    Ricercando la longevità

    A cura di Marino Macchio

    Meno calorie =  PIU' MEMORIA, RALLENTAMENTO DELL'INVECCHIAMENTO

    Quanto emerge da una ricerca su tre geni: Sirt1 - Sirt3 - Sirt4


     Non solo consumare pasti meno calorici potrebbe allungare la vita, ma potrebbe anche migliorare la memoria e le capacità cognitive. Quanto emerge dalla ricerca su SIRT1, un gene scoperto recentemente che svolge un ruolo importante nella longevità quando stimolato dal resveratrolo (una molecola contenuta nel vino rosso).
    longevità alimentazione calorieSIRT1, il gene la cui attività aumenta con il diminuire delle calorie assunte, dimostra che nei modelli murini la proteina per cui codifica aumenta enormemente le connessioni tra neuroni, la plasticità sinaptica e la formazione di memorie, riducendo la neuro-degenerazione e prevenendo quindi le difficoltà di apprendimento, come del resto ha precisato il principale autore dello studio, Li-Huei Tsai, dell'Howard Hughes Medical Institute. Studi recenti avevano già legato SIT1 alla fisiologia del cervello e ai disturbi neurologici, ma prima della scoperta di Tsai il ruolo di questo gene era ignoto. Era noto invece il ruolo di altri due altri geni: SIRT3 e SIRT4, entrambi associati alla longevità perché capaci di salvaguardare le cellule da certi tipi di stress, come quello della restrizione calorica in presenza del quale si attivano, proteggendo le cellule dalle malattie dell'invecchiamento.
    Da molto tempo gli scienziati sapevano che una dieta a basso contenuto calorico prolunga la vita di almeno un terzo, ma prima della scoperta non erano riusciti a capire qual era il sottostante meccanismo molecolare. La risposta arrivò da uno studio condotto da David Sinclair, professore associato di patologia alla Harvard Medical School, in collaborazione con i ricercatori del National Institute of Health della Cornell Medical School. I geni SIRT3 e SIRT4, come SIRT1,  fanno parte di una grande famiglia di geni, chiamati sirtuini. La scoperta dei due nuovi geni confermò che i mitocondri sono la prima fonte energetica delle cellule e sono essenziali per il mantenimento della loro salute e longevità. Quando l'efficienza dei mitocondri inizia a diminuire, l'energia "esce" dalle cellule, che cominciano a morire. Il DNA mitocondriale (mtDNA) è così importante che se anche tutte le fonti di energia all'interno di essa, nucleo compreso, venissero a mancare, con i mitocondri rimasti vitali e funzionali, la cellula riuscirebbe a sopravvivere lo stesso. SIRT3 SIRT4 mantengono la vitalità dei mitocondri e per questo rendono le cellule sane.
    Secondo quanto riferito nello studio, nel momento in cui si inizia una dieta, le cellule cominciano a soffrire per la restrizione calorica e questa situazione di stress viene segnalata attraverso la membrana cellulare. Il segnale raggiunge ed attiva il gene NAMPT e l'alta concentrazione di NAMPT, a sua volta, aumenta i livelli di NAD che si accumula nei mitocondri. Questa serie di reazioni fa in modo che i mitocondri crescano più forti, che aumenti l'emissione di energia e che il processo di invecchiamento cellulare rallenta in modo significativo. Questo stesso processo è attivato dall'esercizio fisico.
    Sinclair spiega: 'Non siamo ancora sicuri di quale sia il particolare meccanismo che viene attivato dall'aumento dei livelli di NAD, ma abbiamo constatato che quando entra in azione, il suicidio programmato cellulare si attenua. E' la prima volta che
    SIRT3 e SIRT4 sono stati associati alla sopravvivenza delle cellule. Secondo il ricercatore, SIRT3 e SIRT4 potrebbero diventare bersagli per farmaci anti-invecchiamento e per malattie associate.


    By Marino Macchio
    PersonalTrainer


    Vedi  http://www.my-personaltrainer.it/salute/longevita.html

     

  • TI GUARDO E TI TEMO

    Umore:creativo

    Alla larga con quei pettorali

    A cura di Marino Macchio


    Quali sono le caratteristiche del corpo più preoccupanti dei rivali in amore secondo uomini e donne?


    TI GUARDO E TI TEMO
     

    Secondo uno studio di due psicologi Olandesi (ricercatori), Pieternel  Dijkstra e Bram Buunk, spalle, petto e addome sono le parti del corpo dei rivali in amore più osservate e temute dai maschi.
    Estetica e gelosiaLa monografia "Differenze sessuali nella capacità di provocare gelosia della costituzione corporea dei rivali", pubblicata nel 2001 su <..>, ha esposto quello che Dijkstra e Buunk hanno imparato per trovare la risposta, il cui fine ultimo era chiarire i misteri della rivalità in amore e della gelosia.
    Studi precedenti stabilivano che la gelosia arriva <..>. Gli studi hanno poi suggerito che <..>.
    Con l'intento di dare seguito a queste scoperte i due ricercatori hanno preso informazioni su un campione di 100 uomini e 100 donne.
    Sui questionari erano presenti disegni schematici di figure umane e domande scritte. Le donne dovevano guardare le donne, mentre gli uomini dovevano guardare gli uomini. I disegni, tutti con <..>, presentavano di volta in volta spalle, fianchi e punti vita variamente più larghi o più stretti.
    Sia agli uomini che alle donne è stato chiesto di guardare ciascun disegno, per poi dire <..>. Inoltre è stato chiesto loro di esprimere con un voto quanto trovavano attraente ciascuna delle figure delineate, e quanto queste sarebbero state attraenti per il loro partner, reale o immaginario che fosse.
    Infine, per concludere, l'ultima domanda era quella di elencare le caratteristiche dei corpi rappresentati nelle figure su cui si erano maggiormente concentrati nel rispondere alle domande.
    Le donne hanno scritto di aver guardato vita, fianchi e gambe delle rivali.
    Gli uomini  di aver guardato spalle, petto, e addome, sempre dei rivali.
    Per le donne le “rivali” dotate di vita sottile e fianchi larghi erano <..>.
    Per gli uomini i “rivali” dotati di spalle larghe, pettorali sviluppati e soprattutto vita stretta erano <..>
    Dal 2001 Dijkstra e Buunk sono andati avanti in una vasta attività di ricerca con relative pubblicazioni su svariati aspetti assortiti del rapporto gelosia-vita sottile- spalle larghe-fianchi larghi. L'ultima loro monografia del 2005, si intitola " Vita sottile contro spalle larghe: differenze dovute a sesso ed età nella capacità di provocare gelosia della costituzione corporea dei rivali".

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